Sulla via diretta

Jean Klein

jk

Musicologo, di formazione medica, visse per alcuni anni in India dove incontrò il suo Maestro che lo iniziò alla saggezza tradizionale dell’Advaita.Vedanta. In questo insegnamento l’approccio è diretto, si realizza al di là della mente e non richiede sforzo, ma punta verso l’ultima Realtà.

 

“Non vi è nulla da raggiungere, nulla da perdere.. e non potete mai ottenere ciò che già siete … si rivela da sé”.

“Non potete trovare il vostro essere naturale nel processo del divenire. Quando ne siete convinti, questo vi apre ad una nuova dimensione della vita.
Nella via diretta vivete in questa dimensione sin dall’inizio”.

“Nella via diretta vi confrontate subito con l’ultimo principio.
La supposizione di base della via diretta è che il nostro non-stato globale è già presente ed è in attesa della distensione profonda delle abitudini corporali-mentali”.

Utilizziamo gli elementi di progressione solo per chiarificare, come per esempio il lavoro di sensazione corporale; ma non viene mai messo l’accento sull’oggetto. L’ultimo soggetto si rivela tramite l’oggetto.
“Nella via diretta si stabilisce una non-relazione con l’oggetto… l’oggetto appartiene allora alla vostra pienezza. Ogni movimento per raggiungerlo è un allontanamento”.

“Nella via diretta, lo stato neutro non si concretizza mai. Il movimento dal vuoto alla pienezza è il movimento della grazia”.

Anche se l’asse si sposta in un istante, ci vuole tempo per che le abitudini passate scompaiano.